Il Pescara sta vivendo un momento difficile e così pure il suo presidente che, dopo essere riuscito a scalare i vertici della società biancazzurra, e dopo aver fatto affari a iosa con alcuni mestieranti del mercato, si è autoconvinto di essere diventato un vero imprenditore calcistico ma, essendo un mediocre nel settore, non avendo avuto le esperienze dei suo mentori nazionali che sono stati, di fatto, gli artefici di quei movimenti che pure lo hanno arricchito, annullando per buona parte il flop della sua attività nel settore finanziario, ha smesso di investire sulla Pescara calcio, favorendo altre direzioni e, con molta presunzione, ha pensato di poter fare a meno di validi collaboratori tipo Repetto, Zeman, giusto per citarne due che sono  stimati dai tifosi pescaresi e che il primo è tenuto in disparte e il secondo, pur essendo balenata la possibilità di un suo ritorno, ha fatto dire al presidente che mai farebbe rientrare Zeman nella Pescara calcio dimenticandosi di tutti i giocatori presi da Zeman, di tutti i risultati positivi del boemo, e di tutti gli affari che avrebbe potuto continuare a fare senza piegarsi dinanzi ai “mammasantissima” che lo gestiscono.

La presunzione, però, non è una mancanza, una incapacità, un limite, bensì un turbamento nella facoltà di giudizio del soggetto su se stesso, e dunque un vero e proprio peccato che lo porta ad andare verso la parte sbagliata.

Gli arroganti sono quindi coloro che fanno sempre i saccenti, cioè sanno tutto loro, e non ti lasciano mai parlare.  

Nonostante l’arroganza sia una caratteristica deplorevole, spesso e volentieri porta dei vantaggi a chi la pratica perché è in grado di intimidire chi si ha di fronte andando a minare la sua autostima. Ma non per questo l’arroganza è sempre vincente perché, come sostengono i ricercatori, la si può contrastare e la prima arma che si può usare contro un arrogante è quella di fare gruppo ed isolarlo perché in questo caso è proprio vero il detto che “l’unione fa la forza”. Come dire, basterebbe che i giornalisti facessero davvero il loro mestiere, senza reggergli il microfono, e si scoprirebbe che il re è nudo…

Basterebbe che i tifosi uniti lo contestassero perché fosse costretto a rivedere le sue posizioni. Ma, vuoi il coronavirus, vuoi l’atteggiamento servile di chi dovrebbe porlo criticamente di fronte alle realtà del campionato, è sempre più convinto di poter fare ciò che vuole, di magnificare operazioni che non andranno mai in porto, chiedere soldi con i bond e riceverli per una somma sostanziosa, dire che: “'Bisogna verticalizzare il gioco. Galano deve essere servito in una determinata maniera. Palmiero sta bene e deve giocare.” Parla come un illuminato insegnante di calcio con cattedra a Coverciano e, riferendosi ai papabili al posto di Legrottaglie, che lui ha voluto, afferma in modo spocchioso: “Voglio riflettere e tastare lo spogliatoio. Zauri? Io non lo avrei tolto mai… In caso dobbiamo riattivare il contratto. Sottil? Lo conosciamo ma non lo abbiamo sentito. Se cambiamo è solo per queste sei partite. Zeman? Assolutamente no…”

Lui è il portatore della verità calcistica: ‘Nsi tosce!

Intanto ci avviciniamo alla gara con il Perugia che dovrà fare a meno per tre turni di Sgarbi e di Falzerano per due. Mentre il Pescara perderà Scognamiglio per una giornata. 

Il nuovo allenatore del Pescara? Per me Daniele Sebastiani!

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna