I tifosi si stanno riavvicinando alla squadra ma continuano a punzecchiare il presidente con i loro cori dentro e fuori casa.

Sebastiani, cercando di dimostrare una superiorità morale che non ha di certo, risponde: “I cori dei tifosi contro di me? Non mi danno fastidio, apprezzo i tifosi per quello che fanno per la squadra. Rispondo dicendo, però, che senza di me passerebbero tutti una domenica a casa.”

Sembra una facile risposta senza malevoli sottintesi  ma, conoscendo il personaggio, si capisce chiaramente che questa situazione con i tifosi gli brucia, così come vedersi costretto a dire quasi quotidianamente delle cose che poi i fatti concreti smentiscono: Cominciò con il presunto acquisto, mai avvenuto del Poggio, continuò con i falsi progetti presentati in pompa magna con l’ingenuo avallo di alcuni politici in cerca di gratuita pubblicità, e mai realizzati e che mai saranno realizzati, almeno nelle dimensioni e nei termini decantati dal Ferguson pescarese. Ha continuato con un serie di bugie subitamente smascherate che gli hanno fatto meritare l’appellativo scherzoso di “pinocchio”.

E si capisce bene che, non appena qualche sprazzo di gioco interessante e qualche risultato positivo glielo ha consentito, ha sparato la sua frase ad effetto per vendicarsi sui tifosi e sui critici.

Si capisce facilmente che una persona in cerca di vendetta “dialettica” per un torto subito, può comportarsi come una persona insicura, pensando che i tifosi lo abbiano ferito di proposito  e si vendica mettendo in evidenza degli aspetti della conduzione societaria che continuano a dire quanto lui stia manovrando per i suoi personali interessi e non per il bene della società Delfino Pescara 1936 che è diventata, di fatto, la sua unica personale attività lavorativa.

La gestione della Pescara calcio gli ha fatto superare alla grande i danni subiti nel fallimento delle sue precedenti attività.

Confidando solo sulla televisione di riferimento personale, che lo gratifica con interviste molto studiate, e senza nessun contraddittorio, non appena il Pescara fa qualche vittoria, parte sicuro di potersi vendicare e tutto questo accade perché le persone con la tendenza a meditare vendetta solitamente sono persone rigide e poco tolleranti.  

Ciò che in queste persone risuona è il desiderio di vendetta.  

In quest’ottica, c’è davvero poco spazio alla possibilità di dimenticare e perdonare il tifoso che intona il coro contro di lui o le persone che, a suo dire,  gli hanno causato il clima di contestazione.  

Stupidamente rimane in quel sentimento di rancore e rabbia e resta legato al passato, rivivendo continuamente quel fastidio.

Pertanto temo che i rapporti tra il presidente mercante e i Tifosi Biancazzurri difficilmente saranno ripristinati in modo amichevole.

 Solo la vittoria del campionato potrebbe essere un collante prestigioso per riunire i tifosi con il loro presidente, ma ci sono i presupposti concreti per vincere questo campionato di Serie C?

Solo il campo e il tempo potranno darci una risposta.

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