La mia vita la spendo tra l’amore per i libri, per il calcio e per la mia pelosetta Maggie.

Proprio ieri sera stavo rileggendo il Codice della vita italiana di Giovanni che nel 1921 scrisse   L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono.”

Rileggetevi con attenzione questi passi, li trovate anche su you tube, senza dimenticare che oggi la parabole dei fessi e dei furbi non vale solo per il nostro Paese ma in maniera più sofisticata   riguarda il mondo intero.

Gli sciacalli e gli avvoltoi che stanno divorando il nostro calcio. Veniamo sconfitti i tutti i tornei che contano e nessuno che si dimetta.

Si credono furbi ma in realtà sono solo avidi burattini che sfruttano la passione dei poveri fessi che fanno, a volte, debiti per pagare l’abbonamento per assistere a squallidi spettacoli con attori super pagati  che, quando fanno un gol, gettano via la maglietta, quasi a dire che segnano solo per se stessi e per il loro conto corrente personale e gli abbocconi gridano osannandoli senza capire il significato freudiano di quel gesto.

I furbi comandano, arricchiscono, sbagliano, perdono, sfruttano i fessi. I fessi pagano, applaudono, sostengono, accettano e sono persino capaci di litigare con l’amico più caro per un commento sulla squadra o sul furbo mercante non gradito.
L’Italia di cui Prezzolini parlava sessanta anni fa è rimasta la stessa.

Un paese dove il furbo mercante, a ben analizzare, è un fesso anche lui che comanda non per la sua capacità ma per l’abilità di fingersi capace; dove i fessi hanno una passione da sostenere, i furbi soltanto dei fini mercantili da raggiungere, sostenuti dai cortigiani di turno.

I tifosi, considerati dai furbi dei fessi da sfruttare, credono nei valori dello sport e del tifo, credono, soprattutto, che loro operano per conquistare il traguardo migliore, la promozione. Ingenui.

Ascolto il mercante che, con il sostegno del reggitore di microfoni, che annuisce compiaciuto ad ogni sua frase, dice che sta facendo una squadra competitiva ma non ha mai parlato di vincere il campionato. Faremo sicuramente bene, afferma guardando per terra, ma senza farsi illusioni.    

Oggi il calcio è pieno di dirigenti furbi che si credono intelligenti! Fanno finta di portare avanti un discorso di miglioramenti tecnici ma arrivano solo a gonfiare le loro casse perché sanno bene che i fessi si indignano ma stanno a guardare!

Questo è il tempo nel quale essere, come disse Gesù mandando avanti i suo discepoli, teneri come le colombe e astuti come i serpenti e non fessi come i servi sciocchi del mercante.

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