Dopo aver visto come sta trasformando una squadra non sua, della quale non ha curato la preparazione precampionato e di come la sta trasformando in sei partite, avendone a disposizione soltanto tre ancora per poterla presentare al meglio ai play off, non definitelo più maestro, perché riduttivo, chiamatelo professore.

 Il primo tempo contro il Virtus Francavilla è stato un classico del gioco zemaniano.

Per i più giovani, non mi permetterei di scriverlo per i conoscitori del calcio che abbondano nei bar e sui social, scrivo due mie riflessioni sul 4-3-3 di Zeman, che qualcuno ha definito vecchio, prendendosi la risposta del professore: Sarà un calcio vecchio ma con esso riesco a vincere ancora.

Zeman fu il primo a dare una vera e propria anima ad una semplice sequenza di numeri che schematizzano lo schieramento dei giocatori in campo: 4 difensori, 3 centrocampisti, 3 attaccanti, il 4-3-3 di Zeman non è solo una semplice sequenza numerica.

La fase offensiva prevede la partecipazione attiva di diversi elementi: Terzini, Interni (mezz’ali), Ali, Mediano, Centravanti.

La fase offensiva si sviluppa attraverso vari sviluppi d’attacco, quali soprattutto: cross, sovrapposizioni, filtranti sui tagli, sponde su inserimenti, combinazioni a 2 o 3 giocatori.

Contro le difese schierate è la catena costituita da terzino, interno ed ala, quella maggiormente sollecitata, cercando di sfondare lateralmente e di giungere alla rifinitura attraverso cross dal fondo.

E’ da sottolineare il movimento combinato tra ala e terzino (le catene esterne sono molte sollecitate dal 4-3-3 e le squadre di Zeman non fanno eccezione) utile a creare i presupposti per uno sfondamento in fascia.

Nella sua carriera, Mister Zeman ha sempre prediletto il sistema di gioco 4-3-3, motivando la sua scelta con l’occupazione ottimale di tutto il terreno di gioco e per la formazione “spontanea” di numerosi triangoli che vengono a formarsi tra gli elementi in campo.

Per quanto riguarda la preparazione atletica sono ormai divenute leggenda le dieci ripetute sui 1.000 metri o i lavori di forza sui gradoni.

Le squadre allenate dal boemo hanno tutte le stesse prerogative: intensità, pressing, aggressione immediata, ritmo, verticalizzazioni, sovrapposizioni, scambi di prima sfruttando i “triangoli” terzino-mezzala-ala.
L’insieme di tutte queste caratteristiche consente al giocatore in possesso di palla, di avere almeno due alternative quando deve effettuare un passaggio, consentendo alla sua squadra di essere sempre pericolosa e soprattutto imprevedibile nelle ripartenze.

Per queste ragioni, per dare vita al 4-3-3 zemaniano bisogna scegliere gli attori giusti, giocatori che abbiano innanzitutto spirito di sacrificio e ottime doti atletiche di base.

Proprio per queste motivazioni di base, quest’anno, con sole nove partite a disposizione e con una squadra non sua, sta facendo un miracolo.

Da appassionato di calcio sono, ora, curioso di vedere cosa si inventerà per i play off.

Auguri professore!

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