Alcuni amano correre dietro il vento e fare consumo di parole. In questi giorni si è fatto un gran parare di Pavanati e del suo interesse ad acquisire il Delfino Pescara 1936 e in più di una occasione ha parlato come fosse già il “presidente” del Delfino.

Vorrei ricordare che un contratto di vendita presuppone che vi sia sempre un venditore obbligato a cedere una cosa, una proprietà o un diritto previa corresponsione di un prezzo da parte del compratore.

A tutt’oggi non abbiamo un venditore accertato, né il potenziale acquirente ha acquisito le credenziali corrette per potersi definire compratore.

Non è stata fissata la cifra della eventuale vendita visto che le cifre balano da cinque a quindici milioni di euro.

Si sa per certo che Sebastiani vuole una cifra bene precisa a cui andrebbero aggiunte le esposizioni debitorie.

Ma quali sono queste esposizioni se i bilanci dal 2016 dal Tribunale sono stati considerati scorretti e quindi come si possono valutare davvero le reali cifre in rosso?

Pavanati dice di sapere che ci sono delle “questioni” giudiziarie ma che esse sono irrilevanti?
Come può dirlo se non sa cosa realmente Sebastiani sarà chiamato a rispondere nei confronti del Giudice del tribunale e del socio Danilo Iannascoli che ha d pretendere e non sappiamo quanto?

Lo stesso Sebastiani dice che ha il novanta per cento delle azioni perché gli altri sono sotto la sua “competenza” per cui resterebbe escluso il solo Iannascoli che, seppure con la sua partecipazione ridotta dopo l’ultimo aumento di capitale è pur sempre il secondo socio per importanza.

Inoltre Sebastiani continua a ribadire che all'orizzonte non si vedono offerte in grado di soddisfare le richieste. E che: "Sto ragionando con alcuni gruppi interessati a far parte del mondo del calcio. Tra questi, tramite un agente di calciatori, sono entrato in contatto anche con il dottor Pavanati e ho fatto con lui gli stessi ragionamenti fatti con tutti: il Pescara non ha nessuna fretta di essere venduto. Ho dato delle condizioni: chi potrà rispettarle, dimostrerà di essere un gruppo molto serio. Perché vi posso assicurare che non tutti si possono permettere il lusso di fare quello che ho chiesto io. C'è bisogno di una solidità importante, chi arriverà alla chiusura a certe condizioni sarà certamente un acquirente di grande spessore e con grandi possibilità. Ho in piedi alcune trattative. Se una andrà in porto, significherà avere a che fare con un gruppo importante. Sarebbe una garanzia per il Pescara e per la città. Fino a quando non avrò garanzie, andrò avanti io con il mio gruppo. Forse sarebbe servita un po' di attenzione in più nelle dichiarazioni rilasciate da Pavanati".

Pavanati, intanto, continua a lavorare per le fideiussioni necessarie all’acquisto del pacchetto di maggioranza e a definire gli accordi con l’attuale proprietà per il passaggio di mano.

La volontà di accorciare i tempi sarebbe dovuta al desiderio di entrare prima del mercato di gennaio. Pavanati e i suoi uomini vorrebbero avere una finestra necessaria per valutare il tecnico Oddo e la squadra prima della prossima sessione, in modo da prendere possibili provvedimenti dal punto di vista tecnico prima del girone di ritorno.     

Pavanati avrebbe trovato in Banca Progetto l’istituto di credito che farà da capofila di un mini pool di banche che lo affiancheranno in questa avventura.

Chi è Banca Progetto S.p.A.?

È un istituto di credito nato nel 2015 dal riassetto di Banca Popolare Lecchese da parte del fondo californiano Oaktree e guidata dall’Amministratore Delegato Paolo Fiorentino che opera nel mercato del credito alle famiglie e alle imprese anche attraverso il canale digitale. 

Con sedi a Milano e Roma e una rete commerciale presente su tutto il territorio nazionale, Banca Progetto è specializzata nei servizi per le piccole e medie imprese italiane e per la clientela privata, in particolare in prodotti di Cessione del Quinto destinati a dipendenti privati, dipendenti statali, pubblici, para pubblici e pensionati e in finanziamenti a medio-lungo termine alle PMI.

Chissà perché, personalmente, ho l’impressione che si stiano facendo solo chiacchiere inutili che stanno creando pubblicità gratuita a Pavanati, che si stia stornando l’interesse dei tifosi sulla gestione di Sebastiani e che, presi dalla possibilità di un cambio al vertice, stiano tranquilli e che tutto, temo, rientri nella logica del “Cambiare tutto, o far credere di farlo, perché nulla cambi”.

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