Nel calcio, come accade anche nella società civile, nel corso del tempo si susseguono momenti storici nei quali vengono valorizzati modelli di gioco più di altri.

In questi ultimi tempo abbiamo avuto il fenomeno del tiki taka e quello della partenza dal basso.

Tutti a copiare e scimmiottare quelle squadre che hanno avuto successo con queste variabili di gioco senza chiedersi se avevano o meno i giocatori idonei per fare questo tipo di gioco. Pescara non è stata da meno e proprio con Colombo abbiamo visto la squadra spesso soffrire per questa continua ricerca del possesso di palla che non significa creare la forza per prevalere tatticamente sull’avversario

Non nascondo che sono personalmente ancorato al concetto del “tre passaggi dal mio portiere e tiro nella porta avversaria”.

Guardiola è riconosciuto essere il primo e principale utilizzatore dello stile di gioco noto come tiki-taka, basato su un possesso palla di grande qualità, sviluppato soprattutto per vie orizzontali, e sul possesso di posizione, che chiama ogni giocatore ad offrire appoggio al compagno.

Il tiki-taka nasce con un 4-3-3 base, ma potete impostarlo con due varianti: quello con il 'falso 9' in stile Barcellona, o quello classico del Manchester City.

 Il termine tiki-taka è stato inventato dai media spagnoli ed è poi stato utilizzato soprattutto al di fuori della Spagna, col passare del tempo, con un’accezione sempre più dispregiativa (Guardiola non l’ha mai fatta propria), sinonimo di un possesso palla che non porta alcun vantaggio alla squadra che lo gioca e che risulta noioso agli occhi dello spettatore.

Il possesso palla è uno strumento (così come costruire dal basso) con cui la squadra prova ad organizzare il proprio gioco e, nel contempo disorganizzare lo schieramento difensivo avversario.

Ci sono squadre che lo fanno o l’hanno fatto con grande maestria, (tutti ricordano il Barcellona di Guardiola) altre che pur provando non riescono a renderlo efficace.  

Pochi, però, si sono chiesti se le squadre che volevano praticare questo tipo di giocata avevano i giocatori idonei: che fai il tiki taka se poi spagli una percentuale enorme di passaggi? Il controllo palla mi sta bene se a farlo sono dei talenti con i piedi di velluto che sanno dosare i passaggi senza errori.

 Quando si parla di costruzione dal basso, si intende generalmente la ripresa del gioco dalla rimessa dal fondo che inizia con un calcio del portiere verso i giocatori più prossimi nella sua porzione di campo.

La squadra è chiamata a costruire il gioco dal basso anche quando la palla arretra verso il proprio portiere, costringendo tutti i reparti a ripiegare per iniziare una nuova azione coinvolgendo l’estremo difensore. Spesso inoltre, la scelta di far arretrare il pallone rappresenta la precisa scelta di  attrarre gli avversari ampliando il campo a disposizione: una sorta di invito al pressing in modo da  disordinare la loro struttura difensiva e generare una superiorità numerica o ottenere vantaggi in termini di spazi da attaccare (indispensabile per i successivi sviluppi della manovra).
Così intesa, la costruzione dal basso non presenta tratti peculiari; ciò che la caratterizza è la sua interpretazione.
Ad esempio, il giocatore può scegliere di verticalizzare subito il gioco alla ricerca di un compagno nella zona di centrocampo o verso la metà campo difensiva avversaria. In alternativa, le squadra può scegliere di opporsi all’attacco degli avversari e alla loro disposizione attraverso una costruzione fatta di passaggi ravvicinati e continue ricerche di linee di passaggio per superare le linee di pressione avversarie, aggredendo quindi gli spazi in modo progressivo e senza scavalcarli con un rilancio in avanti. 

Ricordiamo che una palla lanciata in avanti ha il 50% di probabilità di arrivare ad un nostro compagno ed il 50% di arrivare ad un nostro avversario, lo stesso dicasi sulla palla contesa (2^palla).  

Ma davvero chi fa possesso palla non corre rischi? A me pare proprio il contrario : Per tenere palla e muovere gli avversari ci vogliono conoscenze, capacità di scelta, tecnica e coraggio.  

Se un passaggio viene intercettato si rischia di subire un contrattacco con tutte le conseguenze del caso.  Quanti “gollonzi” sono stati subiti proprio per un intercetto o per un passaggiuo non calibrato bene dal portiere o dallo stesso difensore?

Spero che la prossima stagione calcistica ci faccia rivedere un gioco più all’italiana fatto di passaggi rapidi, precisi, verticalizzando e ponendo gli attaccanti in condizioni di riceve il pallone per il tiro i9n porta dopo solo due o tre passaggi. Assurdo dover registrare che il portiere tocchi più palloni di un centrocampista e che spesso deve giocare in affanno perché gli attaccanti avversari lo pressano e i suoi compagni lo mettono in imbarazzo dandogli spesso dei palloni difficili da controllare.

Comunque, ognuno gioco utilizzando un modulo che si basi sulle reali capacità dei propri atleti e non sulle idee astratte studiate a tavolino da un allenatore che vuol fare il fenomeno a tutti i costi.

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