Il Pescara domenica comincerà la cavalcata nei playoff. E lo farà giocando contro la decima classificata, la Carrarese, essendosi fermata al quinto posto, fallendo la promozione diretta e il posizionamento da testa di serie nei play-off.

Con la solita sicumera, il Ferguson collinare difende il ds Matteassi: “Non credo che il ds abbia sbagliato così tanto. Ha portato avanti le sue idee, convinto di aver fatto una buona squadra, se poi il campo ha detto il contrario… ma ribadisco: nello sport ci sono anche gli avversari e uno solo vince alla fine”.

Che cavolo di ragionamento è questo?

Certo che ci sono gli avversari ma erano loro a dover temere il Pescara che doveva vincere, a suo dire, all’inizio delle ostilità il torneo, cosa resa impossibile da una conduzione tecnica deficitaria e da un atteggiamento societario molto discutibile.

Del resto, se prendi 23 punti dalla prima e ti ritrovi in classifica con una difesa che ha subito ben 41 reti, come si fa a non mettere sotto accusa il mercato e la gestione tecnica?

Ma il signor Sebastiani, ormai “laureato in Scienze Calcistiche” ribadisce che: “Siamo ancora in corsa per giocarci qualcosa, ma si poteva fare di meglio, questo è  indiscutibile. Non dev’essere un alibi, ma non aver potuto fare di più sul mercato ad inizio stagione ha pesato. Abbiamo apportato qualche correzione a gennaio, ma forse era un po’ tardi. La stagione sicuramente si poteva chiudere meglio. La partita contro l’Imolese è lo specchio di quanto fatto finora”.

Dice e si contraddice come solito. Non sorprende più nessuno.

Domenica il Pescara scenderà subito in campo alle ore 16,00 per il primo turno playoff contro la Carrarese. Niente supplementari, il Pescara giocherà una partita secca come se fosse una finale. Grazie alla miglior posizione nella classifica finale, al Pescara basterà anche un solo pareggio per passare al prossimo turno del 4 maggio. 

Per il Pescara sarà fondamentale partire con il piede giusto e deve ottenere la vittoria anche per dare fiducia a tutto l'ambiente ancora scosso per un campionato fallimentare giocato dal Delfino. Arrivare fino in fondo nei playoff riuscirebbe a salvare una stagione che rischia di essere iniziata male e finire ancora peggio. 

Daniele Sebastiani è tornato a parlare della futura cessione del Pescara. “Se c’è un lavoro che ho fatto nell’ultimo anno, è quello di cercare un acquirente valido per il Pescara  Cerco un gruppo serio in grado di rilevare questo club. Sull’accordo economico non ci saranno problemi, devo trovare qualcosa o qualcuno che dia continuità e garanzie al futuro del club. Sto andando avanti in tante direzioni, ora iniziamo a tirare le fila e cercheremo di chiudere nel più breve tempo possibile. Se c’è una certezza, oggi, è che io devo andare via. I tifosi mi criticano perché dico queste cose già da gennaio? Chi vuole che vada via più in fretta, trovi un compratore… Voglio chiudere comunque entro maggio. Se non dovessi riuscirci, sarei io a programmare la prossima stagione.”

Un ragionamento, il suo, molto capzioso che conferma come nell’ultimo anno si sia più impegnato nel cercare di vendere piuttosto che di amministrare una società dalla quale ha già spremuto quasi il massimo.

Comunque dice anche di essere pronto a programmare la “spremitura” ancora possibile.

E poi chiosa: “I tifosi mi criticano perché dico queste cose già da gennaio? Chi vuole che vada via più in fretta, trovi un compratore…”

Continua a fare lo gnorri e cerca ancora di prendere per i fondelli la tifoseria.

I tifosi, signor Sebastiani, la criticano non perché dice queste cose da gennaio, anche perché di cose ne ha dette e disdette tante con una serie industriale di bugie alle quali nessuno crede più eccezion fatta da lei che se le dice, se le canta e ci crede pure.

Questo fenomeno si chiama pseudologia fantastica, ed è un disturbo di natura psicologica che porta a manipolare la verità e a mentire in modo patologico e continuato. Una persona mitomane crea situazioni e avvenimenti aggiungendo del proprio, in funzione di ciò in cui crede.

Non so se lei mi ha capito, ma i tifosi, certamente, sì e aspettano che accada, comunque, un miracolo che, se accadesse, sarebbe giusto un miracolo e non frutto delle sue capacità millantate ma bocciate da due retrocessioni amare.


  


     

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