Vi racconto una favola di Esopo: c’era una volta una montagna che stava per partorire. Le doglie si facevano sempre più intense, dalla cima cominciò ad uscire fumo e la terra tutt’intorno tremava. Gli abitanti dei villaggi vicini temevano che qualcosa di terribile stesse per accadere e si riunirono a pregare, fin quando una scossa violentissima alzò un’enorme nuvola di fumo. Tutti caddero in ginocchio e, quando la nube si dissolse, ecco che dalle rocce fumanti spuntò un topolino.

Che significato dare a questa favola?

Che siamo dinanzi a situazioni deludenti in cui è previsto un importante risultato che invece si concretizza in fallimento o quasi.

Il Pescara di oggi si trova in a settima posizione in classifica (ricordiamo che le prime dieci fanno i play off) a ben 35 punti dal Cesena, a 24 punti dalla Torres, seconda in classifica, e a 15 punti dalla Carrarese, terza classificata. E, cosa, fastidiosissima, si trova a soli 5 punti dalla Lucchese (40) la prima della formazioni che , stante questa classifica, non disputerebbe i playoff.

Come dire una situazione oltraggiosa per tutto il mondo calcistico pescarese.

Ma non tutto è perduto.

Con un allenatore esperto, una squadra motivata, per esempio, da un premio particolare legato alla promozione in B, si poteva tenere accesa qualche speranzella.

Il mercante tutto fare, ormai, crede di capire di calcio più di un tecnico e, invece di badare a come gestire finanziariamente la situazione e a rimettere euro pesanti in circolazione, fa il “capiscione” di calcio e, dopo aver ottenuto dei pesanti NO da parte di Delio Rossi, Bepi Pillon, Roberto Stellone, Andrea Camplone, ha assunto Emmanuel Cascione che guiderà il Delfino da qui al termine della stagione. Per Cascione si tratta di un ritorno in Abruzzo dove aveva già militato da calciatore dal 2010 al 2013 collezionando 103 presenze in biancazzurro e mettendo a referto 11 reti.

Emanuele Cascione ha quaranta anni, ha allenato nel 2020 il Cattolica, poi il Napoli Under 19, da luglio a ottobre del 2022 la Pistoiese per sole 12 partite.

Fatale al tecnico arancione il ko con Forlì, che aveva anche scatenato polemiche e contestazione da parte della tifoseria al termine della gara. Cascione lasciò la panchina della Pistoiese con 13 punti ottenuti in undici gare, frutto di sette pareggi e di due sole vittorie, entrambe fuori casa.

Una carriera fatta di poco o quasi di niente, ma Per il Ferguson nostrano è stato l’unico, con il patentino, ad accettare un contratto per due mesi con possibilità di conferma in caso di promozione.

Sebastiani, si sa bene, ormai, è un uomo che ha una forte opinione di se stesso, un indici di autostima che lo porta ad esaltazioni quasi al limite del delizio di onnipotenza. In cuor suo è convinto di essere capace di gestire ogni situazione e di essere un uom o fortunato. Probabilmente sarà un cultore delle ricerche di Richard Wiseman, docente all’Università dell’Hertfordshire nel Regno Unito, che ha condotto una ricerca basata sulla seguente domanda: come è possibile che ci siano persone che si trovano nel posto giusto al momento giusto mentre altre, al contrario, sembrano perseguitate dagli eventi sfavorevoli?

Con la sua ricerca, Wiseman è giunto alla conclusione che gran parte della fortuna o della sfortuna ha a che fare con l’atteggiamento. Per usare le sue parole: “La maggior parte delle persone sfortunate semplicemente non dimostrano di essere aperte verso ciò che le circonda”.

Le persone fortunate non sono sempre fortunate, ma gestiscono le avversità in modo diverso e vedono il lato positivo delle situazioni.  

Del resto, uno che si è visto “regalare” una società da Giuseppe Adolfo De Cecco; uno che era titolare di aziende impegnate nel settore finanziario e che con le stesse ha fallito dovendole chiudere; uno che non ha attività visibili e produttive; uno che, a suo dire non ha soldi e vive dello stipendio della società di calcio; uno che si ritrova ad essere presidente di una società che ha un passivo enorme dopo aver incassato milioni di euro; uno che oggi si proclama ufficialmente in un bilancio legale creditore della società di calcio per oltre due milioni di euro come fa a non sentirsi fortunato?

E su questo suo personale rapporto con la fortuna è possibile che abbia trovato in Cascione l’uomo giusto per risolvere i problemi suoi e del Pescara. Il “topolino” che conquista la montagna che lo ha partorito?

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