DALL'ABRUZZO AL MONDO, L'ARTE DELLO SGUARDO:

LA GRANDE FOTOGRAFIA DI MARCO LUSSOSO

Scrivere sul valore di un figlio non è mai una sfida facile: il rischio è che l’affetto prenda il sopravvento sulla cronaca. Eppure, ci sono storie in cui il talento è così evidente da imporsi da solo, pretendendo di essere raccontato.

Quella di Marco Lussoso è la storia di un destino scritto nel DNA: nipote d’arte del fotografo Giuseppe, Marco è cresciuto nella redazione del mio giornale 7Giorni7, mangiando pane e giornalismo fin da ragazzo.

È tra quei tavoli, tra il profumo dell'inchiostro fresco, lo scatto delle rotative e i racconti del nonno, che ha imparato a guardare il mondo prima ancora di fotografarlo. Una gavetta d'altri tempi, proseguita poi con le pagine di cronaca del quotidiano il Centro, che ha saputo forgiare lo sguardo prima del grande salto verso Milano, trampolino di lancio per una straordinaria carriera internazionale.

Se Robert Frank sosteneva che guardare una fotografia dovrebbe equivalere al desiderio di rileggere una riga di una poesia, la produzione di Lussoso incarna perfettamente questo manifesto estetico. La sua non è una semplice documentazione della realtà, ma una costante ricerca di quel "frammento poetico" capace di sopravvivere al flusso indistinto del tempo.

Dal fango delle trincee all'asfalto di Maranello

La versatilità è il tratto distintivo di un fotoreporter completo, e il portfolio di Lussoso ne è la testimonianza più vivida. Negli anni Novanta il suo obiettivo si è misurato con l'orrore e l'umanità ferita dei conflitti nei Balcani, documentando la guerra in Croazia, Bosnia e Kosovo, oltre a fermare nel tempo la commozione planetaria per i funerali di Madre Teresa a Calcutta.

Ma la sensibilità affinata sui fronti più caldi del mondo ha saputo tradursi con la stessa potenza visiva anche nel racconto dell'epopea sportiva e industriale.

Per anni Lussoso è stato l'occhio ufficiale di istituzioni globali come la Juventus e la Ferrari a Maranello, catturando la velocità pura, la tensione del gesto atletico e il dietro le quinte di Olimpiadi, Mondiali e Gran Premi di Formula 1. Le sue immagini, pubblicate sulle più prestigiose testate nazionali e internazionali – da La Gazzetta dello Sport al Corriere della Sera, fino a Vanity Fair e Class – raccontano la storia di un professionista che ha firmato lo stile visivo di un'epoca.

La moda, la solidarietà e il ritorno alle origini

Lussoso non si è fermato allo sport e alla cronaca. Ha attraversato le passerelle della moda milanese, ritratto celebrities e firmato importanti campagne pubblicitarie per marchi globali. Tuttavia, la sua arte esprime la massima nobiltà quando si mette al servizio degli altri. I suoi calendari della solidarietà (come "Sorrisi e abbracci" e "Sguardi" per l'associazione G.A.S.B.I.) hanno dimostrato come la fotografia possa farsi carezza, dignità e racconto profondo del dolore e della speranza.

Con 18 libri fotografici all'attivo e oltre quindici mostre personali che hanno toccato New York, Boston, Melbourne e Hong Kong, Lussoso ha scelto nel 2015 di riportare il suo immenso bagaglio di esperienze a Pescara. Attraverso la Marco Lussoso Photo Academy, lo storico fotoreporter si è trasformato in mentore, trasmettendo alle nuove generazioni non solo la tecnica, ma il "fuoco" di una professione in continua evoluzione.

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