La "calma piatta" indica una condizione di estrema e assoluta tranquillità, originariamente marina, descrivendo l'assenza totale di vento e onde (bonaccia). In senso figurato, si riferisce a una situazione di stasi, in cui non accade nulla di rilevante, priva di stimoli, di novità o eventi significativi, spesso percepito come noioso o stagnante.

Ed è quello che stanno “soffrendo” a Pescara i tifosi che non riescono a capacitarsi di come sia riuscito, il mercante, a ridurre una piazza viva e palpitante, in queste condizioni.

Per fortuna del mercante le vere colonne del tifo pescarese o sono in cielo o si sono allontanate perché incapaci di assistere a questo sfacelo e, probabilmente, stanno rimpiangendo i tempi andati o si stanno preparando (lo si spera) per un colpo di coda che punisca l’unico vero colpevole di questa situazione oscena, dal punto di vista calcistico.

Solo in Serie A il Pescara ha vissuto stagioni così negative, mentre in Serie B ha quasi sempre dato dimostrazioni di vitalità, di organizzazione, di capacità di esprimere grande calcio.

Da quando questo personaggio ha messo piede nella società biancazzurra, sfruttando l’ingenuità del defunto Peppe De Cecco, e ripartendo da una condizione professionale fallimentare, inserendosi in ambienti molto chiacchierati ma di sicura potenza economica, è riuscito, anno dopo anno, a “impolpare” milioni e milioni sottraendoli alla Pescara calcio.

In questi anni è riuscito a farci travolgere sul piano calcistico, finendo per diversi anni in Serie C, da dove è riuscito, molto fortunosamente, ed in modo inaspettato, ad uscirne lo scorso anno, per poi riproporci, oggi, a questi livelli che gridano vendetta, mentre ha fatto crescere il passivo oltre i venti milioni.

Continua a far credere di essere il solo disponibile a far “vedere” calcio a Pescara e dimentica di dire che, ogni volta che qualcuno si è presentato, lo ha fatto fuggire con le sue assurde richieste. Il fatto è che non lascerà mai, per sua scelta, la gallina dalle uova d’oro.

Confermandosi un genio del male, ha messo in atto tante sofisticate operazioni di “ingegneria finanziaria”, manovrando con la “cupola” di cui fanno parte presidenti di società, procuratori e direttori sportivi che gestiscono il volante della macchina calcistica italiana che guidano a loro piacimento e su percorsi a loro utili.

In questo modo, coprendo il tutto con fumogeni molto ben sparati ma che hanno convinto solo gli “abbocconi”, negli anni ha fatto credere di avere acquistato il Centro degli Ulivi, mai avvenuto; di avere acquistato per il Pescara l’hotel Ekk che invece è della SMS investimenti (di Sebastiani, del defunto Marinelli e del costruttore Simeoni).

Con abilità diabolica ha realizzato movimenti per centinaia di contratti, anche per giocatori mai apparsi sul campo dell’Adriatico, realizzando personalmente guadagni cospicui. Ha navigato nell’oceano delle plusvalenze facendo confondere i tifosi tra quelle legali e quelle di comodo che sono servite solo per “aggiustare” secondo necessità i bilanci che, prima sono stati considerati fasulli dai giudici aquilani e poi salvati dagli amici degli amici.

Senza stare a ripercorrere la storia calcistica di questo personaggio che ha l’ardire di credersi il migliore dei presidenti avuti dal Pescara, basta un altro episodio nato dalla sua inventiva, relativo alla presenza di Verratti nel Delfino  Pescara 1936 per definirlo.

Marco Verratti è entrato ufficialmente nella società del Pescara Calcio, acquisendo una quota significativa tramite la sua società MJ Investments, affiancandosi al presidente Daniele Sebastiani. L'operazione, perfezionata nel 2025, prevede la partecipazione del 50% nella Delfino Capital, società costituita proprio per l’occasione, che detiene l'83,79% del Pescara.

Un’operazione che di fatto è un prestito fatto da Verratti, sulla spinta emotiva anche della madre, al presidente del Pescara e che è garantito dalle azioni del Delfino Capital che non è il Delfino Pescara 1936.

Ha “camuffato” tutta l’operazione facendo credere che Verratti mirava a rafforzare la squadra, portando la sua esperienza e risorse per rilanciare il club.Nulla di più falso.

Oggi, mentre i numeri offrono impietosamente un quadro funereo del sodalizio che ha solo 14 punti in classifica, su 21 partite, che vanta un record di 42 gol subiti, continua a lanciare fumogeni per far confondere la tifoseria affinché non capisca che la situazione odierna è figlia di un mercato estivo da lui condotto in modo molto dilettantesco, sul piano calcistico, ma molto redditizio (per le sue casse personali) sul piano mercantile.

Ha proposto una squadra senza una vera difesa; un centrocampo dove non ci sono i giusti equilibri e dove mancano i giocatori necessari: infatti il centrocampo migliore non è quello con i giocatori più talentuosi, ma quello che riesce a collegare i reparti, garantendo sicurezza alla difesa e rifornimenti costanti all'attacco; ha proposto attaccanti non idonei per la categoria.

Ora continua ancora a prendere per i fondelli facendo credere di aver fatto, colpa anche della stampa asservita, “due colpi di mercato”: Brugman e Bettella.

Gastón Brugman, trasferitosi al Nashville SC, ha collezionato 24 presenze nel corso del 2025 in MLS, con un minutaggio complessivo di circa 1343 minuti. Non ha realizzato gol in questo periodo con la squadra del Tennessee e deve ancora smaltire completamente i postumi di un infortunio all’anca.

Bettella in questi ultimi mesi è passato da Monza, Frosinone e Catanzaro per tornare a Pescara, dove vive la sua famiglia, con un rendimento appena appena sufficiente.

La carriera di Davide Bettella è stata caratterizzata in passato da alcuni stop significativi che ne hanno condizionato la continuità: Il giocatore è stato frenato da due infortuni gravi nelle stagioni precedenti, in particolare durante il periodo al Monza, dove ha collezionato poche presenze tra il 2021 e il 2024. Nella stagione corrente non si segnalano infortuni di rilievo anche se persistono delle preoccupazioni per la fragilità delle sue caviglie.

Sabato arriva il Mantova e la grancassa suona per portare più tifosi possibili allo stadio facendo credere che una vittoria, molto probabile, dato il valore relativo degli avversari, riaprirà il discorso salvezza. Come dire il Pescara giocherà e vincerà sempre, mentre gli avversarti staranno a guardare... Che faccia di bronzo.

  

   

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