Quando si parla con faciloneria, o per nascondere altri interessi, si dicono cose che, poi, nella realtà sono sconfessate.

Al termine del mercato Sebastiani disse: “Con i giocatori che ha questa squadra può giocare come vuole. I giocatori che ho preso possono giocare questo campionato di tacco...”

Significato di colpo di tacco: un colpo dato alla palla con il calcagno, specialmente per effettuare un passaggio all’indietro... invece il Pescara dopo dieci giornate colpisce male la palla e i colpi di tacco non stanno dando risultati positivi e corre all’indietro, almeno stando alla classifica attuale.

Dopo aver avallato ogni operazione del Ferguson collinare, leggo le dichiarazioni attuali di Auteri: “Nel secondo tempo abbiamo perso lucidità e i cambi non hanno dato l'apporto che volevamo. Qualche opportunità l'abbiamo avuta, almeno quattro, cinque che potevamo finalizzare meglio. Ma nella ripresa qualcuno è calato. È un momento così, abbiamo subito il loro maggior spessore, la maggiore esperienza. Ma la prestazione è stata competitiva, nel secondo tempo forse c'è stata troppa confusione. Chi deve gestire il risultato spende meno energie e ha più facilità. Non mi aspettavo tanti errori. Siamo indietro. Non solo in classifica, ma dal punto di vista strutturale. In alcune situazioni, al di là dei moduli. Subiamo certe dinamiche...”

Alcuni “reggi microfono”, dopo aver esaltato le capacità del mercante durante il mercato estivo, oggi scrivono: Un Pescara così brutto, almeno quest'anno, non si era mai visto. Vulnerabile, troppo, come al solito, ma stavolta anche incapace di riprendere una partita con un tempo intero a disposizione. E' il secondo ko casalingo della stagione, arrivato al termine di un altro scontro diretto con una rivale per la promozione. Chiaro segno di un'involuzione preoccupante, che ha risvolti pesanti anche in classifica. La vetta è lontanissima, la seconda posizione anche. E il calendario, visto dall'opaca versione del Delfino bastonata in casa dal Modena, adesso fa anche una certa paura: in arrivo la trasferta di Siena, l'Olbia, il turno di Coppa a Teramo e la trasferta di Cesena. Quattro partite che possono condizionare definitivamente la stagione se non dovessero arrivare risultati pieni. 

Come dire che, oggi, alcuni nodi cominciano ad arrivare al pettine che vuol dire che prima o poi le malefatte vengono scoperte.

Comunque c’è tempo e modo per riprendersi e per salvare la stagione. L’importante è che non si ciurli ancora nel manico e non si prenda per i fondelli la tifoseria ma si operi in modo da ridare lucidità e forza alla squadra e che si cominci a pensare a trovare i due elementi che servono per raddrizzare una squadra che, detto da Auteri, ha “problemi strutturali”.

Senza essere un mago, ma solo leggendo con accuratezza le forze messe a disposizione del Pescara dal mercante nostrano, scrissi a suo tempo che questa squadra non aveva equilibri e dimostrava, come poi confermato dai risultati, una pochezza nella fase difensiva e che il centrocampo non aveva le giuste capacità per fare contrastare il gioco di molte formazioni avversarie. Solo in fase di attacco il Pescara si è fatto valere, ma mi sono chiesto, anche ufficialmente con i miei servizi, quanti gol deve segnare questa squadra per poter vincere le partite visto che in difesa vanno avanti con una media di gol subiti assurda?  

Sicuramente ora comincerà la fase dello scaricabarile: il presidente dirà di aver fatto uno squadrone e che, forse, il tecnico non è in grado di trarre il meglio da questi giocatori. Il tecnico dirà che lui allena la squadra che gli viene data, dimenticandosi le lodi tessute quando ha avallato le operazioni di Sebastiani.

Auguriamoci, soltanto, che il buon senso abbia il sopravvento e che non si faccia ancora del male ad una società che il signor Sebastiani ha fatto precipitare in poco tempo dalla A alla C e che ha fatto aumentare paurosamente il deficit societario.

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna