La parte finale della stagione calcistica di tutte le categorie, ma specialmente di quelle dell’attività agonistica si congestiona di gare ravvicinate a causa di eventuali Playoff e finali per le squadre che hanno avuto un buon posizionamento nella loro classifica finale.

Quali sono dunque le strategie per affrontare questo periodo ricco di competizioni? A cosa si deve prestare attenzione per avere un gruppo squadra più al completo possibile e limitare il rischio di infortuni?

Le richieste della gara hanno un gran impatto sul carico di allenamento a cui sono sottoposti i giocatori ed è quasi utopistico credere che tutti i giocatori in rosa abbiano lo stesso minutaggio di gara. Occorre quindi iniziare a considerare su quali giocatori sono stati utilizzati per più tempo, quindi con un carico di allenamento maggiore, e coloro invece impiegati meno in gara.

Questa considerazione andrebbe in realtà fatta durante tutto l’arco della stagione, settimana dopo settimana, per far si che i giocatori meno impiegati in partita abbiano comunque la possibilità di recuperare dal punto di vista fisico, ma anche tecnico, il tempo che non sono stati impiegati rispetto ai loro compagni titolari.

Puntando però gli accenti su questa fase della stagione più congestionata di impegni si nota come lo studio delle varie “schede” degli atleti sia molto importante.

I giocatori più impiegati hanno un rischio maggiore di infortuni anche da traumi diretti, a causa di stress ed affaticamento più elevato. Una buona strategia potrebbe quindi essere cercare di recuperare al meglio possibile in vista del prossimo impegno.

Un buon modo per massimizzare il recupero dei giocatori impiegati in gara potrebbe essere in primo luogo cercare di ripristinare la gamma di movimento articolare con l’utilizzo di esercizi di  mobilità generale per poi tramite esercizi di forza controllati stimolare quei processi ormonali utili per riacquisire i livelli di prestazione precedenti alla gara.

Sarebbe opportuno dividere gli impegni degli allenamenti lavorando su due gruppi di giocator: quelli che hanno giocato di più e quelli meno.

Il gruppo composto da coloro più utilizzati avrà come obiettivo primario quello di ripristinare i valori di performance il prima possibile utilizzando strategie di recupero attivo incentrate sul riacquistare il ROM articolare e svolgendo esercitazioni di forza favorendo i processi fisiologici di secrezione di determinati ormoni che possono favorire la ripresa dei livelli di prestazione precedenti alla gara.

Viceversa per coloro che non hanno partecipato alla partita è fondamentale ricevere uno stimolo allenante per potergli sollecitare quei processi di crescita della prestazione data dall’adattamento dopo che è stato applicato un giusto stress allenante.

Ricordiamoci che un bravo allenatore non è colui che segue un percorso lineare e

non commette mai errori, ma è quello che di fronte alle difficoltà, alle necessità e

ai cambiamenti è in grado di tornare sui propri passi e modificare ciò che ha pianificato in precedenza. E’ giusto seguire una filosofia, ma restare ancorati alle proprie idee non porta da nessuna parte.

Una volta Alex Ferguson (allenatore del Manchester United per 27 anni e una delle

figure che ha fatto la storia del calcio) disse: ”Allenare significa affrontare una serie infinita di sfide: la maggior parte di esse ha a che vedere con la fragilità dell’essere umano”.

Questo discorso vale in generale. In particolare consideriamo che per il Pescara restano due partite per chiudere la regular season e prepararsi ai playoff, ma in città tengono banco più le questioni societarie, tra le ipotesi di vendita del club e la contestazione nei confronti del presidente Sebastiani, rispetto alle vicende di campo.

Intanto è giunta una notizia molto importante: all'Aquila la Corte di Appello ha riformato anche la sentenza del Tribunale con riferimento alla impugnativa del bilancio al 30 giugno 2017, che pertanto è da ritenersi valido. La domanda della Cimmav srl è stata infatti dichiarata improcedibile.  

Sul piano calcistico c’è da rilevare come Il Delfino stia cambiando pelle, ma la trasformazione non è ancora terminata.

L'iniziale squadra di Zeman, che creava tantissimo e andava in rete con continuità pur concedendo tanto, anzi troppo agli avversari, sta lentamente diventando altro. Con l'arrivo di  Emmanuel Cascione, dopo l'interregno Bucaro c'è stata un'inevitabile inversione di tendenza, data la necessità di ridare equilibrio e solidità ad un gruppo ormai allo sbando e facile preda anche di avversari assai modesti (vedi Pesaro, Recanatese e Rimini) che hanno mietuto messe di gol, strapazzando un Delfino inerme ed impotente.

Non era facile ridare solidità, compattezza e certezze a una squadra allo sbando, che specialmente in trasferta subiva troppe reti ma il giovane allenatore ci è riuscito lavorando prima sulla mente del gruppo; poi facendo pochi cambi di formazione e proponendo un assetto più equilibrato.  

Le prime partite non sono andate tutte a buon fine, vedi la partita con l'Entella, ma di sicuro questo Pescara sembra completamente diverso da quello dell'interregno di Bucaro che è rimasto una sorta di ibrido, dove erano rimasti i difetti della gestione precedente senza però mantenerne i pregi.

Tutto questo ci porta a ritenere che stanno aumentando le percentuali relative al valore della squadra che potrebbe, nel minitorneo dei play off, contare su una buona preparazione fisica, figlia del lavoro di Zeman e su una buona impostazione tattica, figlia del lavoro di Cascione.

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