E’ stato presentato in piazza Salotto il libro fotografico "Covid-19 In prima linea", realizzato dal fotoreporter pescarese Marco Lussoso, con il coinvolgimento della collega Faiza Osiyer.
Scatti d'autore che hanno immortalato i momenti di concitazione vissuti dal personale medico del reparto apposito di rianimazione dell'ospedale di Pescara e di Vercelli, durante l'emergenza sanitaria.

Marco ha realizzato un reportage seguendo la sua professionalità di fotografo che racconta fatti e avvenimenti sulla base di una sua ventennale esperienza fatta in vari paesi sia in tempo di guerra e sia in tempo di pace.

Colpito da questa tragedia che ha coinvolto migliaia di persone, ha sentito la necessità di dar vita ad un suo libro capace di raccontare con i suoi “scatti” le vicende umane dei medici, dei operatori sanitari e dei colpiti dal virus.

La fotografia di reportage è soprattutto il racconto di una storia, che può essere narrata in modi diversi.  

Il reportage è un genere fotografico che predilige la testimonianza diretta, ovvero non vi è niente di costruito ma viene documentato quello che avviene senza interferire o manipolare gli eventi

La fotografia contiene in sé una serie così ampia di significati che la parola stessa “fotografia” sembra quasi troppo piccola, troppo breve per poter esprimere tutto ciò che rappresenta. Eppure tutto quello che c’è dietro un foglio di carta a colori o in bianco e nero è così complesso ed allo stesso tempo molto semplice, equivalente al tempo di un click. Ma è proprio in quel click che la macchina fotografica compie un piccolo miracolo: la luce viene impressa sul sensore o sulla pellicola, si trasformerà in immagine e lì resterà per chissà quanto tempo, passando per chissà quante mani.

Non a caso proprio la fotografia rappresenta anche uno degli strumenti più efficaci di comunicazione. Ed è una comunicazione particolare quella fotografica, fatta di simboli e metafore, e diretta alla sfera emotiva più che a quella razionale e verbale.  

Marco Lussoso ha fatto un piccolo grande capolavoro che resta a suo merito ed è una testimonianza che onora Pescara a livello di giornalismo fotografico.

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