Vedere il Pescara bistrattare l’Entella con una netta vittoria (3-0) e restare lì, in fondo alla classifica, ti viene tanta amarezza per le occasioni perdite in estate e per i tanti errori di gestione fatti.
Ora si spera in un miracolo, pari a quello dell’anno scorso.
Avremo un finale di campionato al cardiopalmo, peccato che le trasferte siano senza tifosi al seguito.
Oggi ho cercato di gettare giù qualche verso per esaltare la nostra grande tifoseria e non me ne voglia il “critico” Antonio Di Paolo che ha bocciato il mio “pezzo poetico” sulla squadra: anche quello non voleva essere espressione di letteratura ma solo un “divertissement” legato all’ambiente biancazzurro.
So bene che non era letteratura, come non lo è questo pezzo, che vuole essere solo una composizione artistica dal carattere frivolo o giocoso.
Sii buono e me la lasci passare. Grazie.
LA NOSTRA CURVA NORD
In riva all’Adriatico, dove il vento sa di sale,
c’è un battito d’ali che non vuole mai atterrare.
È un urlo che parte dal cuore della Curva Nord,
un amore viscerale che sfida ogni record.
Non conta la categoria, né il sole o la bufera,
il pescarese vero onora la sua bandiera.
Quei gradoni di cemento sono pezzi di vita,
una fede che si tramanda, mai del tutto finita.
E tra i ricordi che il tempo non può cancellare,
c'è un nome che ancora fa sognare:
Mario Tontodonati, la "testina d'oro",
che con i suoi gol resta il nostro tesoro.
Il tifo è un’anima che ha bisogno di un faro,
come Bubù, il condottiero, il simbolo più caro.
E in panchina, geni di un calcio sognato:
Galeone, il Profeta che ci ha folgorato,
con quel gioco d'attacco che toglieva il respiro,
un miracolo vero, non un semplice giro.
E poi Zeman, il boemo, con la sua Zemanlandia,
che ha portato il Delfino in una nuova avanguardia.
Ma oggi il silenzio pesa come un macigno,
le trasferte vietate, un destino arcigno
Puniti nel viaggio, ma non nell'onore,
restiamo a Pescara col nostro calore.
Lontani dai campi, ma uniti nel coro,
perché il nostro orgoglio è il bene più d'oro.
Chiuderanno i cancelli, ma non la passione,
siamo un solo blocco, un’unica unione.
Nessun divieto fermerà la marea,
di chi del Pescara ha fatto un'idea.
Dall'Adriatico al mondo, con forza infinita,
essere del Pescara è la scelta di una vita.