Il presidente biancazzurro, nella sua veste di cuoco stellato, ha preparato un piatto saporito per i tifosi biancazzurri invitandoli, (solo cento i fortunati) al suo pranzo offerto con lo slogan “State felici che vi ho cotto un uovo” ed essi, felici e contenti hanno potuto gustare la bellezza di undici gol.

Visto il successo, sempre ad invito, ci saranno altri pranzi calcistici: lunedì 24 Manoppello, il 28 il Silvi, il primo agosto Villa 2015 e, da confermare, il piatto forte il 10 di agosto con il Pineto.

Non ci è dato sapere, non essendo tra i cento fortunati invitati, con quale vino hanno pasteggiato l’uovo fritto dello chef stellato.

Intanto dal mercato giunge voce: “Il Pescara è vicino ad ingaggiare Romano Floriano Mussolini. Arriverebbe in prestito dalla Lazio e la chiusura può esserci nel weekend.”

Immagino i festeggiamenti dei tifosi destrorsi del Pescara. Sentire lo speaker annunciare che Mussolini entra in campo sarà per loro una goduria da registrare sul diario personale e, non oso immaginare cosa faranno, sempre i destrorsi, se Mussolini dovesse segnare un gol importante.

Da sempre c’è stata commistione tra calcio e politica.

È il fascismo a renderlo uno strumento funzionale alla propria ideologia. Certo, a pallone si giocava anche prima, ma è Benito Mussolini, grazie all’opera del gerarca fascista Leandro Arpinati, a partire dalla Carta di Viareggio del 1926, a istituire il primo campionato nazionale, a rendere gli atleti professionisti, a istituire il calciomercato e a promulgare la prima legge per la costruzione di nuovi impianti. E se il fascismo a livello popolare sostituisce l’associazionismo cattolico nell’organizzare l’attività fisica e il tempo libero dei cittadini con una capillare diffusione di campi e strutture, a livello economico impone la fusione delle diverse squadre delle grandi città per avere un unico club di riferimento cittadino in un unico stadio.

Ma che colore ha la Curva del Pescara?

Nel 1976 il missino Angelo Manzo diede vita ai "Rangers", ma in realtà l'aspetto politico non era dominante. In curva si ritrovavano, fianco a fianco, extraparlamentari di sinistra e di destra, ragazzi delle periferie degradate e giovani della Pescara bene.

Fu invece all'inizio degli anni Novanta che la curva pescarese virò a destra: iniziarono a comparire croci celtiche e striscioni di gruppi come i "National Front", che si richiamavano espressamente a movimenti neo-fascisti.

I "Bad Boys", fondati nel 1985 ed espressamente di destra, in breve tempo conquistarono l'egemonia della curva.

Sul finire degli anni Duemila, però, la situazione cambiò radicalmente. Tutti i gruppi della curva si fusero nei "Rangers", ad eccezione dei "Bad Boys", che di lì a poco si sarebbero sciolti. La politica venne espressamente bandita dallo stadio e fu stretto addirittura un gemellaggio con le "Bal" di Livorno, la curva più rossa d'Italia, che si autodefiniva d'impronta stalinista.

Oggi la curva pescarese è apolitica.  

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