In questo periodo di crisi calcistica i tifosi del Pescara sono alla ricerca di una verità che viene nascosta, però, sia dai dirigenti del Pescara e questo si può capire, ma anche da alcuni esponenti della stampa locale che, ancora oggi, cercano di nascondere la reale portata del disagio pescarese.

La crisi del Pescara Calcio, specialmente nel periodo 2024-2025, è un fenomeno complesso riconducibile a molteplici fattori interconnessi, che spaziano dalla gestione societaria a quella tecnica e finanziaria.

Ecco le principali chiavi di lettura emerse dall'analisi della situazione:

Il bilancio 2024-2025 ha evidenziato un debito totale accumulato che sfiora i 22 milioni di euro. La gestione è stata segnata da una perdita di esercizio significativa (circa 3,9 milioni di euro nel 2024-2025), in gran parte dovuta al calo delle plusvalenze e dei premi di valorizzazione rispetto alle stagioni precedenti.

La presidenza di Daniele Sebastiani è oggetto di critiche, con richieste da parte della piazza di cedere la società. Nel corso del 2025 si è assistito a una riorganizzazione, con il passaggio dell'84% delle azioni alla Delfino Capital srl, partecipata dallo stesso Sebastiani e dalla MJ Investment di Marco Verratti.

Questo cambio ha introdotto nuovi capitali (circa 1,5 milioni) ma ha evidenziato in precedenza difficoltà di liquidità.

La squadra ha vissuto lunghi periodi senza una chiara identità di gioco, idee e risultati costanti, specialmente durante la lunga permanenza in Serie C prima del ritorno in B, culminata con l'addio dell'allenatore Silvio Baldini dopo la promozione. Il calo del rendimento è stato attribuito anche a una mancanza di pianificazione tecnica a lungo termine.

Dopo l'ultima retrocessione, il Pescara ha faticato a ritrovare la competitività in Serie C e, anche con il ritorno in Serie B, la squadra ha faticato, posizionandosi spesso nell’ultima posizione della classifica e con un record di gol subiti che fa capire chiaramente come gli acquisti sia stati realizzati non per rafforzare la squadra ma per fare operazioni “di comodo” con la collaborazione di procuratori assetati di guadagni.

La disaffezione della tifoseria è evidente, con una media spettatori calata drasticamente nelle stagioni di Serie C, nonostante la storia della piazza.

La strategia di mercato è stata condizionata dalla necessità di ridurre i costi, puntando su giovani e scommesse, spesso non riuscendo a garantire un ricambio tecnico all'altezza delle aspettative della tifoseria. 

In sintesi, la crisi del Pescara è la somma di una gestione  personalizzata di Sebastiani che non lascia spazio ai tecnici, che si è avvalso quest’anno di Vivarini e di Gorgone che sono diventati, di fatto, i capri espiatori di due scellerati mercati condotti sempre in prima persona dal presidente, salvo poi scaricare le colpe sul direttore tecnico.

Il Pescara continua a soffrire una situazione finanziaria delicata, una gestione societaria contestata e una costante mancanza di un progetto tecnico solido e vincente.

Sebastiani ha fatto movimenti assurdi, dal punto di vista tecnico calcistico, ma indubbiamente efficaci sul piano dei guadagni personali: ha gestito centinaia di contratti, ha manovrato centinaia di giocatori molti dei quali non si sono mai visti sul campo dell’Adriatico, ha fatto operazioni di mercato e solo diretti a ricavare il massimo possibile personalmente senza guardare alle necessità tecniche della squadra.

Alcuni tifosi cercano di salvare il presidente dicendo che non ha i soldi e che ha già fatto un miracolo garantendo ai tifosi la partecipazione al campionato. Altri gli chiedono di andare via  dimenticando che, questa è una società di capitali e non un’associazione sportiva che prevedeva il rimettere la società nelle mani del sindaco; oggi chi vuole il Pescara deve acquistare le azioni necessarie e deve trovare la disponibilità a vendere. Questa non c’è perché, quando un ipotetico compratore si avvicina, il presidente spara cifre assurde dimenticando che, oltre al titolo sportivo, non ha nulla da offrire e pertanto il Pescara di oggi può essere venduto per una cifra intorno ai quattro milioni,

I conti della società mostrano una sofferenza strutturale che condiziona l'operatività sul mercato: Il bilancio chiuso al 30 giugno 2025 ha registrato una perdita di circa 3,9 milioni di euro.

Debito complessivo: I debiti accumulati ammontano a circa 21,9 milioni di euro.

Al 30 giugno 2025, l'indice era critico (0,38), limitando drasticamente le possibilità di manovra nelle sessioni di trasferimento. 

La "chiave" politica della crisi risiede nel passaggio di quote che non ha ancora portato alla completa uscita di Daniele Sebastiani: L’ingresso di Marco Verratti, nel maggio 2025, è stato solo un fumogeno inventato dal Ferguson collinare che ha pensato bene di prendere ancora una volta per i fondelli i tifosi facendo credere in un impegno societario di Verratti che, invece, ha fatto solo un prestito a Sebastiani garantendosi con le quote di una società costituita per l’occasione da questo “genio della finanza” e che è la Delfino Capital srl.

la tifoseria continua a manifestare forte dissenso contro la gestione Sebastiani, chiedendo un cambio totale di proprietà ma non riescono a capire che il mercante non lascerà mai la sua gallina dalle uova d’oro e che solo un fallimento potrebbe portarlo a lasciare.

Ma il fallimento non è possibile, considerando che il minimo indispensabile Sebastiani continuerà a garantirlo, vantandosi di dare continuità al suo progetto che non ha nulla a che vedere con la crescita tecnica della società né con la sua crescita patrimoniale, ma solo con l’arricchimento personale tramite il paddle, ed altre attività probabilmente sorte e finanziate con i mezzi della Pescara calcio.

Basterebbe chiedergli come mai all’inizio della sua presidenza era in una situazione moto difficile, tanto da chiudere per fallimento le sue aziende, e invece, anno dopo anno, ha conseguito guadagni eccezionali pur non avendo ufficialmente un’attività imprenditoriale importante?

C’entra qualcosa con la libertà di manovra degli introiti della Società Delfino Pescara 1936?